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Dopo gli interventi di Alberto Pitentino che alla prima parte della città annettono naturalmente, con il disegno del Rio, il suburbio al nucleo originario, Mantova comincia ad estendersi al di là del confine naturale d'acqua. Quindi, dal vecchio porto del Portazzolo che corrispondeva all'imboccatura del Rio (attuale Viale Pitentino), fino a Porto Catena, vengono ampliate e progressivamente completate le mura che ingloberanno piano piano tutta la città. Così, tra il 1220 e il 1300 si definisce in maniera netta la terza cerchia della città e le fortificazioni a difesa di questo perimetro saranno completate nel 1357 da Luigi Gonzaga.
CASA DI GIULIO ROMANO
All'inizio di via Poma, sulla sinistra, si trova la casa di Giulio Romano che lui stesso progettò nel periodo tra il 1540 e il 1544 e della quale seguì le fasi di costruzione, compreso, naturalmente l'interno (non visitabile perché oggi è residenza privata), che è caratterizzato dalla presenza di un salone con affreschi dello stesso Giulio e della sua scuola. La parte esterna, tra elementi classicheggianti e parti fortemente caratteristiche dello stile giuliesco, troviamo una statua di Mercurio originale di epoca classica. La facciata è stata ampliata e risistemata alla fine del '700 da Paolo Pozzo. Vedi le fotografie.
CASA DEL MANTEGNA
La costruzione fu iniziata nel 1476 ma si protrasse per moltissimi anni. Il disegno del progetto è, con molta probabilità, da attribuire allo stesso Mantegna che realizzò una singolarissima costruzione in cui un quadrato (la forma che si può vedere facilmente dall'esterno) contiene perfettamente un cerchio (la forma da cui si è avvolti entrando nel cortile). Sul cortile circolare si affacciano le stanze del pianterreno e del primo piano che, oggi, sono adibite ad esposizioni e mostre gestite dall' Amministrazione Provinciale di Mantova.
CHIESA DI SAN SEBASTIANO
Su progetto di Leon Battista Alberti, la costruzione iniziò, sotto la direzione di Luca Fancelli, nel 1460, e durò moltissimi anni. Nel 1925 fu restaurata e dotata degli odierni scaloni laterali ma, in origine, la facciata era caratterizzata da cinque porte sormontate da altrettante finestre che ora costituiscono, in realtà, la parte antistante l'ingresso (un tempo laterale e ancora visibile). Oggi è Famedio ai caduti per la patria. Vedi le fotografie.
PALAZZO SAN SEBASTIANO
Fu voluto Francesco II e costruito tra il 1506 e il 1508 per ospitare i Trionfi di Cesare del Mantegna. Dal 1700 fu poi adibito a caserma, successivamente ad ospedale e infine a lazzaretto, fino alla fine dell''800. Rimase sede di un pubblico locale e di abitazioni private fino al 2002, anno in cui si è avviato il progetto di recupero e di restauro, terminato nel 2004 con l'inaugurazione del Palazzo come sede del Museo della Città, gestito dal Comune di Mantova. Sito internet: www.museodellacitta.mn.it.
Vedi le fotografie.
PALAZZO TE / MUSEO CIVICO /TOUR VIRTUALE/
Costruito fra il 1525 e il 1535 da Giulio Romano per volere di Federico II che lo concepì come villa suburbana di rappresentanza, il palazzo fu costruito sull'isola detta Tejeto: il nome deriva probabilmente dalla presenza di piccole case con tetto in paglia dette “le teze”. Il Palazzo e costituito da quattro corpi distribuiti intorno ad un cortile centrale e da un grande giardino retrostante cui si accede da un magnifico loggiato affacciato su grandi vasche e chiuso da una grande esedra. All'interno sono di grande importanza alcune sale come la Sala dei Cavalli, la Camera di Amore e Psiche e quella, famosissima, dei Giganti. Vedi le fotografie.
CHIESA DI SANT'ORSOLA
Questa chiesa che si trova alla metà circa di Corso Vittorio Emanuele II e fu costruita nel 1608 su un progetto di Antonio Maria Viani, presenta un inatteso contrasto tra la facciata con semicolonne aggettanti e frontone, e l'interno a pianta ottagonale che la rendono veramente unica e particolare. Unita fino al 1930 ad un convento poi demolito, ospita al suo interno un dipinto del ‘600 attribuito a Lanfranco.
CHIESA DI OGNISSANTI
Ricostruita nel 1752, presenta alcuni elementi del vecchio edificio di epoca medievale come il campanile e, all'interno, la Cappella dei Morti, così definita perché ospita alcune tombe. Importanti le opere che si trovano internamente attribuite alla scuola di Giulio Romano, all'Andreasi e la Bazzani.
CHIESA DI SAN MAURIZIO
La chiesa, che si affaccia su un piccolo sagrato proprio sull'angolo tra via Chiassi e via Viani, è stata costruita all'inizio del ‘600 e terminata nel 1731 quando fu completata la facciata. L'interno a navata unica ospita importanti dipinti del Bazzani e del Carracci e, nella prima cappella a sinistra si può trovare la lapide dedicata a Giovanni dalle Bande Nere morto a Mantova nel 1526.
CHIESA DI SAN BARNABA
La chiesa che si può ammirare oggi e che è una delle più importanti della città è il rifacimento settecentesco di un edificio risalente alla metà del 1200 appartenente, insieme all'annesso convento visibile ancora ai lati del chiostro, all'Ordine dei Serviti. L'interno è a navata unica con tre cappelle laterali e una profonda abside. Importante la Via Crucis attribuita al Bazzani. Oggi la chiesa è in fase di completa ristrutturazione che coinvolge anche tutta la parte dell'antico convento con le interessanti decorazioni e le lapidi marmoree presenti nel chiostro.
PALAZZO DI GIUSTIZIA
Costruito all'inizio del Seicento per il ramo dei Gonzaga di Vescovato, è caratterizzato dalla presenza, in facciata, di dodici grandi cariatidi che reggono il cornicione. L'edificio e le decorazioni interne a stucco e affresco sono attribuibili ad Antonio Maria Viani, pittore e prefetto delle fabbriche dei Gonzaga. Oggi ospita Tribunale
CENTRO CULTURALE “GINO BARATTA”
Ricavata negli ambienti dell'ex macello comunale di cui rimane la caratteristica facciata con teste di animali sul portone d'ingresso ad indicarne la destinazione d'uso, oggi è centro culturale, biblioteca, ludoteca e archivio comunale. E' intitolata a Gino Baratta, uno dei più importanti esponenti della critica letteraria e artistica mantovana del novecento.
CHIESA DI SANTA MARIA DEL GRADARO
Questa chiesa fu costruita nella seconda metà del XIII sec. ed era appartenente ad un ordine monastico. La facciata presenta caratteristiche romanico-gotiche, ha la particolare forma a capanna asimmetrica e un bel portale sormontato da un rosone. All'interno si possono ancora osservare i resti di una antico muro che serviva per separare, durante le funzioni religiose, i monaci dai fedeli. Le navate sono tre, separate da archi sorretti da colonne in cotto e da pilastri nella parte più vicina all'altare. Vedi le fotografie.
CASA DEL BERTANI
In via Trieste, al numero 8, si trova la casa che appartenne all'architetto Giovanni Battista Bertani. Anche se la facciata ha comunque subìto, nel corso del tempo, alcuni rimaneggiamenti, è un interessantissimo e affascinante esempio di come possa la vita privata mescolarsi ed essere intrisa delle passioni professionali: si possono, infatti, osservare due colonne ioniche in marmo ai lati del portone d'ingresso, una delle quali in sezione e , sotto le finestre del pianterreno, due lapidi con commenti su testi di Vitruvio, il grande architetto romano che probabilmente il Bertani considerava sommo maestro e ispiratore delle sue opere.
CASA DELLA BEATA OSANNA ANDREASI
I mantovani definiscono Osanna Andreasi “Madre della Patria”, riconoscendole il grande valore per le attività che svolse nel corso della sua vita a favore dei poveri della città ma anche dei compiti che spesso le vennero affidati, nonostante l'abito di terziaria domenicana, come consigliera e assistente di casa Gonzaga compresa la reggenza temporanea della città durante l'assenza di Francesco II. E' stata sepolta in Duomo, il 18 giugno 1505, giorno della sua morte e il suo emblema è un cuore trafitto. La casa, situata in via Frattini al numero 9, è appartenuta alla nobile famiglia, fu progettata e costruita alla fine del ‘400. La facciata ha un basamento di mattoni a vista, un portale sormontato da un arco a tutto sesto, sempre in mattoni a vista e tre ordini di finestre. L'interno è arredato con mobili e quadri e, nel mezzanino, sono ancora presenti lo studiolo e l'oratorio della Beata Osanna. Vedi le fotografie.
CHIESA DI SANTA CATERINA
La chiesa di oggi è un rifacimento della metà del ‘700 di un'antica chiesa medievale. Elementi interessanti sono la facciata dal profilo molto mosso e il campanile che si trova in un cortile dietro la chiesa dalla quale risulta quindi staccato.
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